Whatsapp vende l’anima a Facebook, privacy a rischio?

Whatsapp guarda avanti e vende l'anima a Facebook, privacy a rischio

WhatsApp ha sempre dichiarato che non sarebbe mai successo, ossia permettere alle società di utilizzare l’app a scopi pubblicitari. Nel 2014 arriva l’acquisizione da parte di Facebook, accordata per circa 22 miliardi di dollari. In questi giorni WhatsApp comunica agli utenti con un informativa  che presto i loro dati verranno condivisi con la società di Zuckerberg. Dati che saranno utilizzati per offrire ai clienti annunci ad-hoc su Facebook e per instaurare nuovi modi di comunicare con le imprese.

WhatsApp intende guardare avanti, attraverso questo coordinamento con Facebook.  Tra gli obiettivi : conoscere quanto spesso le persone utilizzano il  servizio e intraprendere la lotta allo spam.

In WhatsApp il cambiamento è tassativo per i nuovi iscritti, mentre è facoltativo per quelli esistenti

All’apertura del banner che appare su WhatsApp è sufficiente non selezionare l’opzione di condivisione dati con Facebook, prima di cliccare sul pulsante accetta. In questo modo l’utente non condividerà numero e altri dati con il noto social network. Nel caso in cui, si fosse già acconsentito allo scambio dati con Facebook, si hanno 30 giorni di tempo  per recedere.

Quello che sorprende, è l’inversione di marcia nella strategia. Per anni, il fondatore Jan Koum ha insistito sul fatto che WhatsApp non sarebbe stato utilizzato per fini inserzionistici. Dichiarando nel 2012, “le aziende ai nostri giorni sanno letteralmente tutto di te, i tuoi amici, i tuoi interessi, e usano tutto ciò per vendere annunci.”

Due anni più tardi, l’annuncio dell’acquisizione di Facebook seguita da un comunicato stampa sul loro blog ufficiale: “ll rispetto per la privacy è scritto nel nostro Dna, se la collaborazione con Facebook avesse significato cambiare i nostri valori non l’avremmo fatta; abbiamo realizzato WhatsApp con l’obiettivo di sapere il minimo possibile dei nostri utenti.  Nessun dato personale è raccolto o immagazzinato da WhatsApp e non abbiamo intenzione di cambiare”.

Oggi però la società fa parte della famiglia Facebook e di conseguenza del business model Zuckerberiano. Ciò implica che i dati dell’utente potrebbero anche essere condivisi tra Instagram e Oculus Rift.  WhatsApp ha sottolineato che non permetterà banner pubblicitari di terze parti sull’ app. Inoltre ha sostenuto che la sua crittografia end-to-end permette di non leggere o memorizzare i messaggi degli utenti, né di condividerli con terzi.

Le critiche nei confronti di WhatsApp sono inevitabili, soprattutto perché interessano una moltitudine di utenti. Alcuni potrebbero considerare che sarà dato loro un servizio migliore, altri potrebbero essere preoccupati dall’idea di un maggiore controllo.
Ai posteri l’ardua sentenza.

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