Zuckerberg a Roma e la lezione alla LUISS

Zuckerberg-Roma-lezione-LUISSMark Zuckerberg ha parlato quasi ininterrottamente per 60 minuti agli studenti presenti all’università romana della Luiss.
Nei primissimi minuti il pensiero ai terremotati e a quanto siano toccanti questi momenti. Ha ammirato le persone che si sono mobilitate e trova sia di ispirazione l’atteggiamento degli italiani per lui e per la comunità globale. Cita l’esempio della amatriciana solidale e la donazione di 500mila euro da parte di Facebook .
Poi cerca di risollevare la platea parlando di quanto gli piaccia Roma e del fatto che avrebbe voluto fare studi classici. Della sua Luna di Miele in Italia di quanto ami la cultura italiana.
Continua con leggerezza rispondendo a una domanda sul videogame che fa impazzire il mondo. “La ragione per cui sono venuto a Roma è trovare i Pokemon Go”.
Ed è proprio sulla realtà virtuale, nella quale Facebook sta effettuando investimenti ingenti, è destinata a diventare, secondo Zuckerberg, “la più grande piattaforma social mai vista. La realtà virtuale sarà un’esperienza sociale potentissima, consentirà di incontrare una persona con la quale non potete stare fisicamente come se foste nello stesso posto.”
Ascoltarlo è sicuramente motivante. Risponde alle domande prendendosi il tempo di riflettere con calma e precisione.

Quali sono le tre qualità indispensabili per arrivare al top secondo Zuckerberg?

  1. Chiedersi cosa vuoi fare, qual è il contributo che vorresti e potresti dare
  2. Avere un buon team, circondarsi di persone di talento
  3. Per finire persistenza e costanza

Ad un certo punto un ragazzo dalla platea azzarda una domanda/critica: “più Facebook, meno contatti ‘reali’ tra le persone?”
Zuckerberg però prontamente risponde “Se pensassi di aver rovinato la comunicazione, cambierei il nostro prodotto. E invece la maggior parte degli utenti di Facebook non sostituisce l’interazione dal vivo con quella online ma si tiene in contatto con persone che altrimenti non vedrebbe; se andassi a cena dalla mia famiglia e poi comunicassimo tutti su Facebook, ognuno in una stanza diversa, allora sarebbe preoccupante. Niente sostituisce l’interazione faccia a faccia. Sullo sfondo vediamo gli aggiornamenti di persone che magari non chiamiamo o non possiamo visitare ma ci fa piacere sapere che facciano; non stiamo rovinando nulla, stiamo estendendo quello che già facciamo”.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.